lunedì 9 settembre 2013

Broken Bus - Andrea Mazzucchelli (quarto episodio)

Andrea Mazzucchelli era giovane ma tremendamente ansioso.
Quindici anni passati a preoccuparsi di tutto, per motivi che ignorava. Aveva dato la colpa ad un'educazione troppo oppressiva, che era assolutamente vero, ma sicuramente ci aveva messo del suo. Aveva ansia che non ci fosse abbastanza marmellata nel bombolone marmellato, aveva ansia di essere troppo grasso (e questo lo faceva effettivamente ingrassare), aveva ansia che non avrebbe mai baciato una donna e neanche un uomo, come ultima spiaggia. Aveva ansia che l'ultima spiaggia fosse veramente l'ultima, che non avrebbe mai trovato un lavoro, che non sarebbe mai neanche riuscito a essere un disoccupato.
La sua ansia più grande era però stata costruita ad arte dalla sua mente diabolica: aveva l'ansia di avere un'urgenza irrefrenabile di andare in bagno, senza che ci fosse un bagno nelle vicinanze. Che, a pensarci bene, è un pensiero legittimo, ma ovviamente portato alla paranoia e alla ragion di vita era diventato la sua ansia perfetta: il solo pensiero che non ci fosse un bagno nelle vicinanze lo spaventava, e quindi il suo intestino si muoveva per la paura trasformando l'ansia in realtà e impedendogli il più delle volte di uscire di casa.

Andrea era però pieno di volontà e di risorse.

Era particolarmente ansioso del giudizio degli altri, quindi aveva deciso che, per evitare che si accorgessero del suo stato perennemente ansioso, avrebbe osato la volgarità per fingersi un gradasso sgradevole.
Lo so, è difficile da spiegare.
Magari con un esempio...

Spesso salendo sull'autobus si scopriva terrorizzato dal fatto di non aver controllato due volte il numero del mezzo su cui era salito. Allora si rivolgeva agli amici dicendo frasi del tipo "Oh, non è che cambia il numero dell'autobus in corsa, sto frocio?" indicando l'autista con aria allo stesso tempo tremebonda e spavalda. Gli amici controllavano e dicevano "Tranquillo Roccia, ho controllato, il numero è lo stesso". Andrea Mazzucchelli era ansioso quando lo chiamavano Roccia, perchè non capiva se era una presa per il culo.
Il soprannome Roccia se lo era guadagnato quella volta che a scuola durante l'ora di ginnastica c'era "il test delle flessioni".  Il "test delle flessioni" consisteva semplicemente nel fare 20 flessioni.
Andrea ne era terrorizzato.
L'idea di fallire davanti ai compagni lo aveva tenuto sveglio per tutta la notte. Arrivato in palestra aveva atteso il suo turno con fare impassibile (ma con la morte dentro). Poi si era sdraiato, aveva fatto 2 flessioni poderose, potenti e perfette. Si era rialzato e aveva detto all'insegnante "Le altre 18 le tengo per la mia ragazza" e se ne era andato senza voltarsi. Girato l'angolo dello spogliatoio aveva cominciato a frignare come un ciuchino, chiedendosi se la cosa avrebbe funzionato.
Aveva funzionato, perchè l'insegnante era sottopagato e non gli fregava nulla di quel lavoro orribile e meditava prima o poi di suicidarsi impiccandosi agli anelli del corpo libero.
La vita di Andrea, tra una paura e l'altra, era ormai rotolante verso l' inferno, per cui, quel 14 agosto, aveva deciso di affrontare finalmente tutte le sue ansie. Partendo da quella più grande.
Quella mattina si era svegliato e aveva volutamente deciso di NON andare in bagno. "La tengo, è normale, come fanno tutti - ho fatto i conti: l'autobus ci mette 15 minuti, calcolo altri 15 minuti di attesa massima: tra 40 minuti sarò al bagno della scuola e se proprio mi scapperà andrò lì!"
Alle 7.20 era quindi uscito di casa, con un sudore misto caldo-freddo che non sapeva se ricondurre all'ansia o a un cagata bovina. Ad ogni modo, fiero dei suoi propositi e facendosi coraggio, aveva chiuso la porta e si era avviato verso la fermata.

Andrea non poteva neppure immaginare quanto a lungo sarebbe dovuto rimanere sull'autobus, quel giorno.

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